Cronaca 

Balneari Confcommercio: “Linee guida Inail ingestibili”. Rischio chiusura per le spiagge

5 metri di distanza tra una fila di ombrelloni e l’altra, 4 metri tra un ombrellone e l’altro. Sparisce dalla bozza di decreto la proroga delle concessioni al 2033

Le spiagge della Liguria, spesso un lingua di sabbia o di sassolini profonda pochi metri tra la strada costiera e la battigia. Applicare le linee guida per gli stabilimenti balneari decise dall’Inail è difficile. Difficile coprire le spese con gli esigui ingressi possibili. Soprattutto alla luce del fatto che gli affidamenti dei territori demaniali su cui insistono gli stabilimenti scadranno il 31 dicembre di quest’anno, cioè alla fine del 2020 e questo non giustifica alcun tipo di investimento perché sarebbe impossibile ammortizzarlo in una stagione, in pratica in 3 mesi. Dalla bozza del “Decreto Aprile” del Governo, intanto, è sparita il punto, prima elencato e assicurato anche a voce dai ministeri competenti solo pochi giorni fa, della proroga fino al 2033.
Stamattina c’è stata una riunione tra l’assessore regionale competente, Marco Scajola e le categorie, alla presenza del direttore generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia.
Per i Balneari liguri di Sib Confcommercio le misure imposte dall’Inail sono ingestibili, tanto più nel territorio della Liguria. Il rischio è che gli stabilimenti non aprano proprio.
In queste condizioni è difficile portare avanti la proposta di affidamento del controllo delle spiagge libere proprio alle aziende del settore, dietro la concessione della possibilità di affittare sdraio e ombrelloni a chi lo chiede.

<Il documento elaborato da Inail insieme all’Istituto Superiore di Sanità – spiega Massimo Stasio, presidente Sib – parla di 20 metri quadrati per ombrellone. In media in Liguria non si arriva a 6 metri quadrati: 2.20 x 2.50. Così non potremo sistemare i 2/3 delle attrezzature, il che significa non aprire e significa distruggere non solo l’economia balneare, ma anche quella turistica. Chi verrà una settimana in albergo se non può stare in spiaggia? E perché sui bus si può stare a un metro e in spiaggia bisogna stare lontani 5 metri? Queste misure sono state decise da organi dello Stato>.
<Da domani cominceremo una battagli furibonda – aggiunge Stasio -. La nostra proposta, era quella di riservare a ogni ombrellone 3 metri per 3 metri, fino a 10 metri quadrati. Fino a lì si può ragionare con sacrificio non pensando a guadagnare, ma a pagare bollette, fatture e dipendenti. Io ne ho 40. Se apro, voglio farlo con le regole dell’economia. Altrimenti lasciateci chiusi e lasciate chiusi anche i ristoranti, che almeno non ci dovremo accollare le spese>.

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